LA REPUBBLICA (M. PINCI) - Sono passati 14 anni dalla torrida estate del 98. Ieri il doping, oggi lo scandalo scommesse, ma sul fronte Roma- Torino la temperatura è tornata altissima, con la polemica che
«Ma in quella polemica la Juventus si è tirata dentro da sola», sosteneva allepoca dei fatti il boemo. Ne nacque un processo, chiuso dalla Cassazione con la prescrizione del reato di frode sportiva. Ma da quel momento il rapporto tra Zeman e la Juventus è di costante tensione: nemico pubblico numero uno, per ogni tifoso bianconero. E anche per lex dg Moggi. Con cui la polemica si è estesa negli anni: «Ho allento in pace fino al 98, poi si è scoperto che Moggi non mi voleva in squadre tipo Bologna e Palermo », sostiene il boemo. Pressioni su procuratori e giocatori finite al centro anche della questione tra Baldini e lex dg della Juventus.
Rapporti «pessimi» anche in aula, dopo averne denunciato «minacce e soprusi», ed essere stato ascoltato per i procedimenti su Calciopoli e sulla Gea World, società del figlio di Moggi che curava gli interessi di giocatori. Motivo per cui il dg romanista è inviso al pubblico juventino, al punto che lo scorso anno preferì evitare la trasferta allo Juventus Stadium per non surriscaldare gli animi. Sarà più difficile che ciò non avvenga in questa stagione: per Zeman, Conte, Baldini e le polemiche di unestate. Come 14 anni fa.