LAROMA24.IT (Francesco De Sio) - Tempo di addio fra la Roma e Walter Sabatini, l'ormai ex ds ha infatti ufficialmente risolto il contratto che lo legava ai giallorossi con effetto immediato. Un personaggio che non ha mai lasciato indifferenti quello di Sabatini, sempre in bilico fra chi ne apprezzava l'operato incentrato sui giovani di prospettiva, e chi lo denigrava accusandolo di una troppo spiccata esterofilia. Senza scordare la fastidiosa etichetta di "Mr. Plusvalenze" che lo ha di fatto bollato in tutta la sua esperienza romana.
Tra uno Yanga Mbiwa al Lione per 8 milioni, eroe del derby che consegnò la Champions ai giallorosso e poi eletto peggior centrale della Ligue 1, passando per un mai esploso Borini, ceduto al Liverpool per 14 milioni ripercorriamo tutte le migliori cessioni del ds negli ultimi 5 anni.
PABLO DANIEL OSVALDO
Ceduto al Southampton per 15 milioni complessivi, quella di Osvaldo è stata una delle tre cessioni illustri dell'estate post 26 maggio 2013. La difficile condizione ambientale venutasi a creare dopo il derby di Coppa Italia perso, il malcontento dei tifosi e il carattere 'fumantino' dell'italo-argentino hanno reso la sua cessione in Premier una delle più riuscite di Sabatini. Osvaldo non si confermerà più ai livelli di Roma, finendo con l'annunciare in ritiro nell'estate 2016 a soli 30 anni.
MICHAEL BRADLEY
Passato al Toronto F.C. nel gennaio del 2014 per circa 8 milioni di euro, il centrocampista americano che tanto piaceva a Zeman per dinamismo, senso tattico ed attitudine al sacrificio, rimarrà nel cuore di tutti i tifosi giallorossi per il gol vittoria segnato ad Udine con la squadra in inferiorità numerica, la nona della serie record di 10 successi in avvio di campionato della Roma di Garcia. Il suo 'sacrificio' nel mercato invernale permise l'arrivo in prestito con diritto di riscatto della metà di Radja Nainggolan dal Cagliari per 10 milioni.
DODO
Altri 9 milioni di euro arrivarono dall'addio di Dodò, ceduto all'Inter in prestito oneroso (1,2 milioni) con riscatto obbligatorio dopo la prima presenza (7,8 milioni). "Dategli tempo, Dodo vi stupirà", disse proprio Sabatini in un'intervista dopo lo sbarco a Roma del riccioluto esterno verdeoro. La scarsa attitudine a difendere del ragazzo, però, ne condizionò il rendimento in giallorosso. A tal punto che l'unica vera sorpresa dell sua avventura romanista fu proprio il prezzo al quale venne acquistato dai nerazzurri
ANDREA BERTOLACCI
Il centrocampista classe 1991 cresciuto nelle giovanili della Roma si è consacrato definitivamente con la maglia del Genoa nella stagione 2014/2015 con 6 gol e 8 assist. L'estate successiva il ds lo riscatterà definitivamente dal Grifone, prima di girarlo al Milan per 20 milioni cash in una delle operazioni meglio riuscite della gestione Sabatini. Bertolacci in maglia rossonera è sembrato infatti lontanissimo parente del giocatore che aveva incantato in maglia rossoblù.
GERVINHO
L'esonero di Garcia dello scorso gennaio segnò anche la fine dell'esperienza romana del suo pupillo Gervinho. Arrivato a Roma nell'estate 2013, l'ivoriano riuscì in pochissimo tempo sotto la guida del suo mentore a smentire gli scettici e si segnalò come uomo chiave della stagione che i giallorossi conclusero con il record di 85 punti. I successivi altalenanti 18 mesi chiusero l'avventura romana di Gevinho con la remunerativa cessione all'Hebei Fortune per circa 18 milioni di euro, che servirono per arrivare ad El Shaarawy e Perotti.
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Ma si sa, non tutte le ciambelle escono col buco, e delle volte anche ad un abile ds come Sabatini è capitato di cedere un giocatore, anche ad una cifra molto alta, per poi rimpiangere le caratteristiche tecniche a causa di carenze strutturali della squadra o del definitivo exploit con un'altra maglia. E' questo forse il caso di Pjanic, strappato ai giallorossi per mano della Juventus con l'ausilio della clausola risolutoria: la mancanza del bosniaco in fase di gestione della palla rappresenta ancora uno dei problemi più gravosi per Spalletti in quest'avvio di stagione. Ripercorriamo allora le 5 cessioni flop di Sabatini, quelle che tutti i tifosi romanisti, in periodi e modi diversi, hanno avuto modo di rimpiangere.
MARQUINHOS
Sacrificato sull'altare delle plusvalenze. La cessione del brasiliano classe 1995 al PSG fruttò alle casse giallorosse circa 33 milioni di euro, bonus inclusi. Piede raffinato, velocità e ottima lettura tattica, Marquinhos ha trovato buona continuità in Francia, tanto da imporsi come uno dei migliori emergenti nell'ambito internazionale. Con le gravi difficoltà riscontrate dalla retroguardia gialllorossa in fase di impostazione negli ultimi anni, viene da chiedersi effettivamente chi tra Roma e PSG abbia davvero concluso l'affare migliore.
ERIK LAMELA
Per stessa ammissione del diretto interessato, è stata questa la cessione più dolorosa, l'addio più illustre di quell'estate 2013 che ha di fatto segnato l'anno zero romanista. Il talentuoso argentino classe 1993 passò al Tottenham per circa 35 milioni di euro. Le 15 reti realizzate nella travagliata stagione di Zeman avevano fatto sì che i tifosi rimpiangessero la cessione del "Coco" praticamente da subito. Lamela, dopo una prima stagione difficile in Premier, si è infatti ambientato sempre meglio tanto da divenire punto fermo di una squadra costantemente in lotta per le prime posizioni.
L'addio del marocchino nell'estate 2014 ha segnato l'inizio dei guai della retroguardia romanista, perdendo interamente la cerniera impenetrabile che l'ex numero 17 giallorosso componeva nella formidabile prima stagione di Garcia con lo sfortunato Leandro Castan. Benatia è stato ceduto al Bayern Monaco per 26 milioni di euro più bonus, delusione però attutita dall'arrivo di Kostas Manolas dall'Olympiacos. Resta il rammarico per i tifosi giallorossi per quella che sarebbe potuta essere una delle migliori coppie difensive d'Europa.
A proposito della coppia perfetta, forse la Roma aveva già in casa il compagno ideale di Manolas. Tecnico, elegante, abile nell'impostazione di mancino e giovane, Alessio Romagnoli avrebbe completato il reparto arretrato con il greco in maniera anche forse più adeguata di Benatia. Ma la volontà del giocatore di 'riabbracciare' Mihajlovic e i 25 milioni più bonus offerti dal Milan nell'estate 2015, però, sono risultati decisivi.
GIANLUCA CAPRARI
Ceduto definitivamente al Pescara per poco meno di 2 milioni di euro dopo i prestiti delle stagioni precedenti, oggi il talentuoso classe 1993 è addirittura finito all'Inter, seppur ancora in prestito in Abruzzo per un'ultima stagione. Caprari, talento puro cresciuto nel viviaio giallorosso, è stato protagonista l'anno scorso assieme a Lapadula della promozione del Delfino in Serie A con 13 reti, tanto da finire anche in orbita Juventus. Il paragone con un altro esterno offensivo del '93 in forza alla Roma e pagato a peso d'oro, seppur maligno, sorge spontaneo...